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Classificazione della resistenza al fuoco delle strutture e dei materiali

L’esperienza nel settore edile, nella lavorazione e nel montaggio delle contro-soffittature in cartongesso, ovvero, un materiale molto compatto e sicuro grazie anche alle nuove tecniche di montaggio, viene offerto dalla maggior parte delle aziende italiane a tutti i clienti che hanno bisogno di effettuare un determinato cambiamento all’abitazione, scegliendo ed orientandosi sempre verso la conoscenza ed esperienza creata nel tempo.

I tecnici ed il team delle grandi imprese edili devono essere estremamente preparati e soprattutto formati per il montaggio delle pareti e contro-soffittature con sistema di protezione passiva dal fuoco, ovvero, una vera e propria compartimentazione antincendio con suddetta ed appropriata certificazione mediante la sigla “REI”. 

In questo breve articolo si spiega di seguito, molto attentamente ma allo stesso tempo in modo semplice ed accurato la resistenza al fuoco delle strutture, degli edifici e di tutti i lavori che vengono offerti alla maggior parte della clientela che si affida ad un esperto.

I materiali usati dai gruppi preparati sono: il gesso, la vermiculite ed infine la perlite, questi prodotti servono appunto per una costruzione di strutture e parte di edifici solide ed efficaci, affinché la tranquillità, felicità ma soprattutto sicurezza del destinatario dei lavori vengono messe sempre al primo posto.

In termini semplici e comprensibili, spiegheremo per prima cosa da dove deriva il significato della sigla “REI”, per permettere a chiunque legga di comprendere concetti utili ed importanti alla salvaguardia ed alla sicurezza di tutti.

Infatti, con il passare degli anni la legge del nostro paese è cambiata vistosamente e con lei anche le normative e tutte le leggi che le competenze e le istituzioni avevano messo in vigore riguardanti gli edifici e le strutture.

La classe di reazione al fuoco dei materiali.

Dopo questa breve introduzione, siamo arrivati al momento di parlare dei materiali usati dalle aziende che sono sempre controllati prima di essere messi in commercio e soprattutto di altissima innovazione, offrendo così sempre grande qualità, massimo comfort ed infine la cosa più importante, ovvero, il minimo rischio a tutti i clienti che hanno bisogno di questi lavori essenziali.

Infatti, la legge in vigore sui prodotti e sui materiali da costruzione viene detta comunemente “CPD”, ovvero “Construction Products Directive” che tradotto nella nostra lingua significa “direttive sui prodotti da costruzione” ed espone attentamente, nei minimi dettagli, la massima sicurezza in caso di incendio ed obbliga ad intraprendere alcune particolari condizioni relative secondo il comportamento del materiale usato per la costruzione dell’edificio.

Tra le regole che bisogna osservare e soprattutto tenere bene in mente, troviamo:
– Consentire un tempo minimo di resistenza al fuoco delle varie strutture, (questo permette, in poche parole, di consentire a tutti gli occupanti degli edifici di abbandonare in tutta sicurezza la struttura e di essere soccorsi senza ricevere alcun danno permanente alla persona fisica o ad animali a noi cari, permettendo, inoltre, di evacuare la zona in tempistica breve e sicura);

-Permettere un immissione poco rilevante di fumi tossici sprigionati dall’incendio e la propagazione delle fiamme in modo ridotto, (in termini pratici, affinché, non si vadano a creare delle intossicazioni provocate dal fumo tossico emanato dall’incendio, i materiali devono minimizzare le emissioni di gas che possono danneggiare la salute dell’individuo, inoltre, bisogna permettere alla persona che si trova in pericolo di uscire ed abbandonare la struttura velocemente senza ostruzioni provocate dai materiali che possono anche interrompere le vie di fuga);

-Limitare la propagazione delle fiamme a strutture ed edifici vicini per minimizzare al massimo i possibili danni a quest’ultimi (i materiali devono consentire a tutti i clienti una minima spesa di risarcimento, sempre se qual ora ci fosse, ma anche un minimo danno a tutti i beni immobili vostri e adiacenti a quest’ultimi, poiché le normative che si trovano in vigore, consentono di usare obbligatoriamente materiali antincendio che permetteranno di non superare o invadere con possibili incidenti di fiamme gli edifici circostanti e quelli che si trovano nelle vicinanze).

Detto questo, proprio per le normative e i requisiti di sicurezza in vigore previsti dalle leggi edilizie nazionali ed internazionali (Europee e soprattutto normative Francesi), sono basati su parametri molto precisi di diffusione degli incendi definiti dalle curve di incendio standard, (in parole semplici, da numerosi dati rilevati da tutto il mondo che permettono alle istituzioni di prendere atto di tutti gli incidenti che accadono mediante la varia composizione dei materiali usati in tutta Europa nel corso degli anni all’interno delle varie abitazioni).

Calcolando, la loro percentuale di rischio, permettiamo una classificazione e selezione dei materiali e prodotti utilizzati per andare ad incidere sulla costruzione delle varie strutture, affinché, si possa modificare in modo positivo il numero degli incidenti che ogni anno vengono dichiarati.
Per garantire un fattore di rischio molto basso per i clienti, le imprese edili devono lavorare attentamente i prodotti secondo le leggi in vigore.

I materiali, però dipendono sempre dall’utilizzo che se ne va fare all’interno dell’edificio, ovvero dipendono da fattori di dimensioni, dal carico di fuoco che si trova in atto e dal funzionamento dei vari materiali.

Inoltre, la sicurezza antincendio che bisogna mettere sempre a disposizione su tutti i prodotti usati per le costruzioni, è definita attraverso l’euroclasse di appartenenza, cioè sulla base della caratterizzazione introdotta con l’intervento e la risoluzione massima della miglior commissione di ispezione europea del lavoro, da cui evidentemente deriva anche il nome.

Questa normativa, oltre a rendere tutti più sicuri, permette di creare così una piattaforma comune per il confronto di tutte le proprietà antincendio dei materiali da costruzione, per ridurre proprio i numerosi incidenti.

Quindi, una volta capito questo concetto, c’è da capire, che il sistema vigente è dotato di una classificazione delle prestazioni al fuoco dei prodotti da costruzione contemplate e selezionate da differenti euro-classi di carattere generale e soprattutto in ordine alla resistenza al fuoco (in parole comprensibili, ogni prodotto usato nella costruzione di una struttura chiesta e portata a termine, oltre ad essere pienamente certificata da aziende esperte in questo settore, il materiale deve essere predisposto ad una classificazione di resistenza al fuoco).

Passiamo, dunque alla classe di reazione del fuoco che in termini pratici e comprensibili rappresenta il comportamento del fuoco, cioè, in caso di incendio causato da un normale incidente, il fuoco può avere determinate ripercussioni sul materiale utilizzato per effetto della sua decomposizione e soprattutto sprigiona molecole particolari che a loro volta possono alimentare in modo diretto le fiamme a cui sono state esposte per via dell’incendio, dando così un andamento significativo alle fiamme, in modo da partecipare senza responsabilità all’incidente, ma causando danni seri a persone e cose, se soprattutto particolari e determinati lavori nell’abitazione sono stati fatti con l’assenza di personale autorizzato e automaticamente non controllati e non effettuati secondo le normative in vigore nel nostro paese.

Un dato comune, cioè, un parametro dei materiali da costruzione, che assumono particolare rilevanza negli incendi, è la caratterizzazione dei materiali di finitura, di rivestimento, dei controsoffitti, delle decorazioni e di altri materiali in cui si estendono anche agli articoli di arredamento, dai tendaggi ai tessuti in genere che possano alimentare vistosamente le fiamme e possano ridurre anche i minuti che una persona ha a disposizione per evacuare la zona ed abbandonare l’edificio, per mettere in salvo la propria vita. 

Proprio per questo motivo, c’è da valutare in modo appropriato un fattore di rischio di incendio secondo numerosi fatti scatenanti elencati precedentemente nel testo.

Dopo aver fatto questa precisazione ed aperto e chiuso una breve parentesi, passiamo a questo punto alla determinazione della reazione al fuoco di un materiale che non è proponibile in metodi di calcolo e modelli matematici, nonostante i tempi moderni consentono tecnologie molto avanzate, questo aspetto rende le circostanze e i vari fattori di rischio molto difficili ma non impossibili da prevedere.

Infatti, viene effettuata su base sperimentale e con prove su campioni, seguendo attentamente regole in vigore per materiali a cui viene assegnata una classe di reazione al fuoco, secondo i risultati riportati dalle prove in laboratorio, arrivando ad essere numerati in ordine seguente qui elencato: 0-1, 2-3, 4-5.

L’elenco dei materiali che predispongono la classe 0 sono: fibra di vetro, metalli, porcellana, vetro, ecc… Essi risultano, secondo le prove in centri specializzati, come “incombustibili” e quindi molto più sicuri all’interno dell’edificio, poiché quest’ultimi non provocano in alcun modo incendi pericolosi.

Invece, per quanto riguarda la classe 1 reazione al fuoco del cartongesso utilizzato proprio dalle aziende edili esperte per un normale conseguimento di lavoro o per un esempio molto pratico, di ristrutturazione di contro-soffittature o di creazioni di una struttura con cartongesso, viene offerta con molta cautela, una migliore sicurezza a tutti coloro che si rivolgono ad un gruppo che usa tecniche a passo coi tempi ma soprattutto di dovuta esperienza.

Infatti, i materiali con classe 1 (ovvero la classe di reazione al fuoco del cartongesso usato dalle imprese esperte nelle contro-soffittature come detto poc’anzi) sono classificati non combustibili, mentre mano mano che sale il livello fino al raggiungimento dell’ultima classe aumenta la partecipazione dei materiali alla combustione e quindi permette purtroppo un maggior numero di fattore rischio che aumenta le probabilità che si possa verificare un incendio.

Di conseguenza possiamo capire che c’è bisogno di più attenzione nella scelta dei materiali che verranno utilizzati per la costruzione, cercando di scegliere materiali con classe inferiore, affinché, non si verifichi nessun incidente nella struttura.

I materiali appartenenti alla classe A1 sono classificati come non combustibili e tale requisito non può essere combinato assolutamente con quelli previsti per l’appartenenza ad alcun’ altra classe prevista dalla classificazione di reazione al fuoco francese delle normative di primo ordine, di conseguenza rimane invariato per le migliori aziende la legge della resistenza al fuoco che prende spunto dalla classe 1 “REI” e successivamente dalla reazione al fuoco casse A1″REI” molto simile alla precedente. 

Inoltre, un altro aspetto positivo della reazione al fuoco del cartongesso è la cosiddetta resistenza a fuoco, ovvero, un parametro tipicamente riferito alle strutture e agli elidici in cui si rappresenta la capacità di un sistema composto da un materiale, di resistere per un determinato tempo alla tenuta ed all’isolamento durante l’incendio. 
Le aziende devono per questo rispettare una serie di obblighi vigenti nell’unione europea per certificare che i propri prodotti taglia fuoco siano effettivamente a norma.

REI che cos’è e perché è importante.

Parete in cartongesso REI 120 resistente al fuoco

Innanzitutto, la sigla “REI” e la conseguente sigla “EI” è un acronimo che serve ad indicare la resistenza al fuoco di un elemento costruttivo portante (nel primo caso) utilizzato dalle varie aziende che si occupano di edilizia e di materiali edili, ed è presente nelle normative in vigore dall’anno 2003 mentre la sigla “EI” significa automaticamente che si tratta di un elemento costruttivo non portante e quindi non soggetto ad alcun carico permanente ai fini della resistenza al fuoco.

Di seguito verrà spiegato il significato della sigla “REI” affinché tutti coloro che leggono possano comprendere attentamente lettera per lettera il suo significato.

La lettera R: indica la stabilità intesa come attitudine a conservare la resistenza meccanica sotto l’azione de fuoco (ovvero significa esplicitamente il tempo e la durata del materiale alla reazione del fuoco a cui sono sottoposti per conoscere il tempo che ci viene permesso, affinché, possiamo abbandonare l’edificio in tutta sicurezza).

La lettera E: indica la tenuta ai fumi intesa come attitudine a non lasciar passare ne produrre (se sottoposto da un lato all’azione del fuoco) vapori o gas caldi sul lato non esposto (praticamente ci indica la tenuta del materiale per non lasciar passare alcun gas dannoso).

La lettera I: indica l’isolamento termico inteso a ridurre entro un certo limite di tempo la trasmissione di calore (cioè indica la resistenza del materiale ad una fonte di calore che non deve superare i 150°).

Esistono dei numeri che seguono le sigle ovvero REI 120, EI 120, REI 60, EI 60, che stanno ad indicare il tempo che abbiamo a disposizione per soccorrere una struttura portante (nel caso di REI 120 e REI 60 rispettivamente 120 minuti e 60 minuti), mentre per soccorrere una struttura non portante abbiamo EI 120 ed EI 60 che sta ad indicare anche per esso il tempo che abbiamo a disposizione per l’evacuazione.

Infine, il cartongesso è coperto da REI 120 cartongesso e da REI 120 antincendio proprio perché in caso di incendio con le contro-soffittature, si avrà a disposizione un tempo massimo di almeno due ore affinché si possa prendere tutta calma la precauzione necessaria secondo i criteri e le leggi che sono in vigore nella nostra nazione.

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